Riconoscendo che...
- il mondo è afflitto da numerosi conflitti identitari apparentemente intrattabili che hanno intrappolato i loro popoli in una spirale di violenza e di vendetta,
- le forme tradizionali dei negoziati di pace e della diplomazia non sono sempre sufficienti per la risoluzione di questi conflitti, dal momento che gli accordi si concentrano in prevalenza sulle questioni politiche ed economiche,
- le violazioni della dignità e la paura di smarrire la propria identità collettiva sono componenti significative di questi conflitti, e devono essere affrontate e risolte, se si vuole che la pace metta radici,
- guarire dai traumi fisici e mentali, alleviare il tormento dato da ricordi strazianti, e permettere il legittimo sfogo dell’angoscia e del lutto, sono passi essenziali per il ristabilimento della dignità e per il perdono,
- la dignità, il perdono, e la giustizia riparativa, nelle loro varie accezioni religiose e culturali, sono processi morali e spirituali volti a creare lo spazio sociale e le condizioni politiche per una riconciliazione duratura,
- la società deve essere pertanto coinvolta nel processo di riconciliazione attraverso vari meccanismi di stabilizzazione - come le Commissioni per la Verità e la Riconciliazione, il principio di legalità (rule of law), gli sforzi per combattere la corruzione, e i programmi educativi e culturali. La giustizia penale e i tribunali speciali designati a perseguire gli individui non sempre affrontano le radici di tali conflitti.
E coscienti che...
- i leader spirituali, pur avendo a volte un ruolo significativo nell’alimentare questi conflitti, sono spesso abili guaritori della società, esperti promotori di pace e coraggiosi paladini della giustizia,
- gli approcci indigeni alla riconciliazione godono di un potenziale unico tra i popoli, anche se spesso vengono trascurati,
- i media, la musica, e le arti sia verbali che figurative possono essere usate per alimentare l’odio eppure sono strumenti efficaci nello stabilire relazioni positive tra i popoli e nel promuovere la riconciliazione,
- le aziende oneste che si concentrano sulla creazione di prosperità per tutti sono spesso la chiave per il cambiamento sociale positivo e stabile,
- il tessuto della comunità globale è lacerato da conflitti locali e regionali, che rendono necessari sforzi comuni per la pace, e per la crescita di una coscienza morale condivisa,
- conflitti complessi richiedono l’applicazione creativa di una varietà congiunta di approcci la cui efficacia sia stata provata in diversi contesti nel mondo.
Si è deciso dunque...
- di istituire un ente senza finalità di lucro intitolato Ara Pacis Initiative, dedicato alla dimensione umana della pace sia prima, che durante e dopo il conflitto. Questa iniziativa mira a fornire assistenza a governi, istituzioni e comunità attraverso contributi di natura etica, morale, culturale e pedagogica, in modo da assicurare che il rispetto, la comprensione e il dialogo siano parti integrali dei processi di pace.
Cuore dell’Ara Pacis Initiative è il Consiglio per la Dignità, il Perdono, la Giustizia e la Riconciliazione, un organo universale primariamente composto da uomini e donne che hanno sofferto personalmente a causa di conflitti armati ma che hanno scelto un percorso di comprensione e di perdono per costruire un nuovo futuro. I progetti concreti del Consiglio mireranno a trasformare le relazioni tra le comunità in conflitto perché possano intraprendere le vie della riconciliazione.
La particolarità di questo Consiglio universale sarà quella di raccogliere, fare proprie e potenziare le intuizioni e gli approcci di provato successo, le esperienze condivise, le risorse economiche, e le leadership illuminate del mondo a vantaggio delle comunità locali nelle aree di conflitto, inviando piccole Task Force di esperti che promuovano approcci poco usati, ma drammaticamente necessari – come il perdono con giustizia, il ristabilimento della dignità, e la guarigione dai traumi.
Per perseguire la sua missione, l’Ara Pacis Initiative e il Consiglio per la Dignità, il Perdono, la Giustizia e la Riconciliazione potranno intraprendere iniziative a tutti i livelli e in tutti i campi allo scopo di promuovere:
- il ristabilimento della dignità;
- il perdono, definito ad ampio spettro per includere il riconoscimento degli errori del passato, il pentimento, la rinuncia alla vendetta, le scuse, la penitenza, i rituali di riconciliazione e la compensazione simbolica;
- lo sviluppo, la messa in atto e la promozione di diverse forme di giustizia riparativa che meglio si rapportano alla dimensione umana e sociale;
- la trasformazione del conflitto, portando alla luce i traumi personali, storici e collettivi dei popoli e delle nazioni;
- lo sviluppo emotivo e culturale per prevenire il conflitto
- la salute e il benessere, inclusa la guarigione dal trauma, e la salute come mezzo di costruzione della pace;
- la risoluzione dei conflitti incentrata sulla giustizia e sull’educazione, con un focus sull’eguaglianza e sulla costruzione di società pluralistiche, anche attraverso approcci indigeni;
- l'uso delle arti, la cultura popolare e i media per rafforzare la pace;
- la diplomazia dal basso, inclusi l’identificazione, il potenziamento e il sostegno ai singoli e alle organizzazioni di base che lavorano per la riconciliazione;
- la mobilitazione di leader spirituali e religiosi, gli approcci e i valori di fede per colmare le divisioni, incluse quelle con il mondo laico;
- il lavoro strategico con leader politici, economici, culturali e religiosi per far progredire la riconciliazione e per affrontare i problemi di fondo dei conflitti tra i quali la povertà e le diseguaglianze.
Al fine di raggiungere i propri obiettivi, la Ara Pacis Initiative ed il Consiglio potranno:
- sviluppare e mettere in atto progetti, anche di natura artistica, psico-politica, giudiziaria, mediatica, medica, spirituale, di sensibilizzazione, ed iniziative educative, per facilitare il dialogo e la riconciliazione;
- mettere in relazione tra loro i protagonisti dei processi di cambiamento affinché creino sinergie, si sostengano a vicenda e imparino gli uni dagli altri;
- riunirsi fisicamente e virtualmente al fine di raccogliere e coordinare i vari attori coinvolti nei processi di riconciliazione;
- intraprendere e commissionare studi, ricerche e analisi, e la creazione di banche dati sui conflitti, la riconciliazione e la pace;
- istituire fondi nazionali e internazionali per la riconciliazione;
- elargire donazioni, premi, e borse di studio;
- creare e diffondere una Dichiarazione Universale sulla Dignità, il Perdono, la Giustizia e la Riconciliazione;
- fondare centri locali e regionali per la riconciliazione;
- organizzare e produrre pubblicazioni, mostre, convegni;
- intraprendere ogni altra iniziativa utile a raggiungere gli obiettivi previsti nel proprio statuto.
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