Saluto del sindaco di Roma - 21 aprile 2010

Cari amici e componenti del Consiglio per la Dignità, il Perdono e la Riconciliazione,

Quando Nicoletta Gaida mi ha rappresentato questo progetto, la prima impressione fosse quella di avere di fronte una pazza, una persona che sognava e che voleva costruire una realtà che magari era legata all’utopia.

Però la esperienza ci insegna che esistono i pazzi puri ovvero quelli che sono completamente pazzi ma che utilizzano la purezza come strumento per cambiare le logiche e gli equilibri normali. E quindi io ho sposato questo progetto e lo guardo con grande attenzione perché penso che realmente possa dare un contributo vero e profondo a un processo di riconciliazione e di coesistenza pacifica. Volevo spiegare perché penso questo e perché credo che ci sia un elemento in più nei tanti meccanismi difficili che percorrono il mondo.

Vedete, quando un uomo politico, un uomo dell’istituzioni o semplicemente una persona estranea a un conflitto, parla di questo conflitto, magari invita alla pace e alla riconciliazione, è facile pensare che questo avvenga per insensibilità, per ipocrisia. Perché magari qualcuno dice: “Tu non hai provato quello che ho provato io, è facile per te dire, vai verso la pace, perché in realtà non hai sul tuo corpo e nella tua memoria i segni della guerra, e quello che la guerra genera, come odio e come vendetta”.

Ma quando in un Consiglio come questo si riuniscono persone che purtroppo i segni ce li hanno, ce li hanno sul corpo, ce l’hanno nella memoria, ce l’hanno nella loro parentela; persone che purtroppo hanno provato gli effetti della guerra, io credo che nessuno possa pensare che l’ipocrisia o che la superficialità alberghi in questo Consiglio.

On. Gianni Alemanno, Sindaco di Roma

Inaugurazione del Consiglio per la Dignità, il Perdono, la Giustizia e la Riconciliazione - 21 aprile 2010

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