Convinta che le arti siano un mezzo necessario ed efficace per esaltare e proteggere i valori più alti dello spirito umano, Maria Nicoletta Gaida ha fondato e guidato tra il 1991 ed il 2006, il Centro Internazionale Dionysia per le Arti e le Culture. Durante questo periodo, il Centro ha ideato e realizzato numerosi progetti che hanno visto la partecipazione di alcuni tra i personaggi più significativi del mondo culturale e artistico del nostro tempo - artisti visivi, drammaturghi, artisti teatrali, scrittori, musicisti, cartoonist e artisti culinari, che hanno partecipato assieme a personalità del mondo politico, religioso, accademico e degli enti locali, così come giovani a rischio da ogni parte del mondo, incluse Cina, Sri Lanka, Afghanistan, Serbia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Colombia, Cile, Sudafrica, Mozambico, Nigeria, Marocco, Algeria, Siria, Libano, Giordania, Israele, Palestina e oltre. In particolare, i programmi teatrali del Centro, per ensembles provenienti da aree di conflitto, sono diventati un forum di dialogo dove cittadini e anche leader politici e religiosi hanno trovato, grazie alle arti, lo spazio sicuro e creativo per poter interagire veramente con "l'altro" e riconoscerne l'umanità.
Sulla base dei risultati di questi progetti e traendo ispirazione dal lavoro di Hannah Arendt, Donald Shriver e di altri eminenti studiosi, Maria Nicoletta Gaida si è concentrata sempre di più sul tema del perdono. Nel 2000 il Centro Dionysia ha organizzato a Roma "Amen - un concerto per la riconciliazione", composto e diretto da Goran Bregovic con la direzione visiva di Oliviero Toscani. Il concerto ha visto la partecipazione di artisti provenienti dal Medio Oriente, dai Balcani e dal Nord Africa, ed è stato seguito da una serie di seminari incentrati sul tema del perdono, con la partecipazione di leader politici, personalità religiose, artisti ed intellettuali delle tre religioni abramitiche. Nel 2002 è stato lanciato a Roma un appello per il perdono rivolto ai popoli di Israele e Palestina. Sottoscritto da importanti personalità di Europa e Medio Oriente, l'appello proponeva agli europei, agli israeliani e ai palestinesi di assumersi le proprie responsabilità per la tragedia del conflitto, dando vita a un processo di riconciliazione basato sul riconoscimento delle due versioni della storia e della sofferenza dell'altro. Nel 2003, in seguito all'Appello, l'iniziativa "The Day After" riuniva 50 israeliani e palestinesi che per la maggior parte non avevano mai incontrato qualcuno "dell'altra parte" per una discussione su "questioni e opportunità per costruire la fiducia". Gli incontri, a porte chiuse, hanno prodotto un dialogo straordinario e cooperazione tra i partecipanti, nonostante la violenza e la politica che li divideva. Nel 2005, un socio-dramma intitolato "L'Oro e il Piombo del Perdono" ha contribuito all'esperienza di guarigione del Parents Circle/Family Forum, riunendo a Roma cittadini israeliani e palestinesi che hanno perso una persona cara nel conflitto.
In questa luce, Maria Nicoletta Gaida ha creato l'Ara Pacis Initiative e il Consiglio per la Dignità, il Perdono e la Riconciliazione con l'obiettivo di creare un Areopago moderno che propone una nuova forma di giustizia. Un Consiglio che unisce simbolicamente la famiglia umana, mettendosi al servizio dei popoli in conflitto, affinché non siano lasciati soli nella follia dell'odio e dell'ingiustizia; perché si cerchi instancabilmente il rispetto della dignità e il perdono, anche nel cuore delle tenebre; perché si ascoltino le voci dell'equilibro e della luce, anche quando le esortazioni alla punizione e alla vendetta soffocano persino il più remoto desiderio di pace. Perché i torti storici, l'avidità contemporanea, il deragliamento spirituale e il potere di umiliare, possano essere svelati e affrontati creando lo spazio per la riconciliazione.
Nel 2008 è stato proposto al Comune di Roma di promuovere l'Iniziativa, basata fisicamente e simbolicamente presso l'Ara Pacis, l'altare della pace eretto per volontà del senato romano il 4 luglio a. C., ed inaugurato dall'imperatore Augusto il 30 gennaio del 9 a. C. L'iscrizione latina sul lato sud del monumento rappresenta il testamento politico e filosofico del Cesare Augusto, che dopo aver "conquistato" la pace nel "mondo conosciuto" con le armi (pax romana) faceva dono della pace al popolo, affindandogli la salvaguardia della stessa e incoraggiandolo a credere alla possibilità di una pace durevole.
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