Riflessioni sulla Dignità, sul Perdono e sulla Riconciliazione
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La storia recente ci insegna che la pace si ottiene o con la forza delle armi, o quando le parti sono stremate dal sangue versato, grazie ad una soluzione politica che può essere più o meno stabile e duratura. Per raggiungere la VERA pace bisogna elaborare un percorso non solo di riconciliazione profonda, ma pure di espiazione dei delitti compiuti durante la guerra. L'esperienza mi insegna che solo con il tempo ed il passare delle generazioni si può sperare di raggiungere questo risultato.
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Quando si ammettono le proprie colpe senza riversarle sulle altre parti del conflitto e soprattutto non si cerca vendetta.
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Il perdono è fondamentale, ma estremamente difficile da raggiungere nel pieno convincimento dei singoli individui e delle collettività coinvolte. Non escludo mai il perdono, in nessun caso, a livello ideale e teorico, ma non sono sicuro di essere capace di perdonare sempre e qualsiasi crimine di guerra. Non fa parte del mio patrimonio, ma sono sempre rimasto affascinato da Salam Aleikum, la Pace sia con te. Nel mondo cristiano si avvicina a questo detto una parte della Messa in cui il prete invita a scambiarsi un segno di pace, ma non è la stessa cosa.
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Il perdono richiede qualche forma di pentimento da parte di coloro a cui il perdono viene offerto? Il perdono ha condizioni o è senza condizioni? Idealmente il perdono non viene concesso in cambio di qualcosa e quindi neppure del pentimento. Però nel mondo reale penso che sia necessario o auspicabile.
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Sinceramente credo poco in questi bellissimi sogni. Penso, però, che le mie esperienze di testimone di tutte le facce delle guerre, che talvolta ho provato sulla mia pelle, possano essere utili a capire la pace e la riconciliazione.
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